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Quotazione su Euronext Growth Milan (ex AIM Italia): requisiti, costi, pro e contro
In questo articolo proviamo a fornire una panoramica di cosa è e come funziona Euronext Growth Milan (EGM), di perché la quotazione in Borsa può essere utile alle PMI italiane, di quali consulenti servono e quanto costano, per passare infine a quelli che sono, a nostro avviso, i principali pro e contro di una IPO su EGM.
Fino all'ottobre 2021 il mercato si chiamava AIM Italia: molti lo conoscono ancora con quel nome. Questo articolo aggiorna, con dati e regole del 2026, la guida che avevamo pubblicato nel 2020.
Cos'è Euronext Growth Milan
Euronext Growth Milan è il mercato di Borsa Italiana dedicato alle PMI in cerca di capitali per finanziare la crescita. Tecnicamente è un sistema multilaterale di negoziazione (MTF), non un mercato regolamentato: per questo i requisiti di accesso e gli obblighi successivi sono molto più leggeri rispetto al listino principale (Euronext Milan).
Considerato che il tessuto produttivo italiano è composto in grandissima parte da PMI, la quotazione su EGM può essere un importante canale di finanziamento per le aziende sane e in crescita del nostro Paese.
Il mercato in numeri
- A fine 2025 su EGM erano quotate 213 società, per una capitalizzazione complessiva di circa 10,2 miliardi di euro. A luglio 2026 erano 205, per 11,1 miliardi.
- Nel 2025 ci sono state 22 IPO, che hanno raccolto complessivamente circa 126 milioni. L'IPO media ha raccolto 5,9 milioni, con una capitalizzazione di circa 25 milioni e un flottante medio del 24%.
- Le società più rappresentate sono quelle industriali e tecnologiche, seguite dai servizi.
- Nel primo semestre 2026, per la prima volta, le uscite dal listino (offerte pubbliche di acquisto, delisting) hanno superato le nuove quotazioni. Nel secondo semestre le IPO sono riprese.
I requisiti formali della quotazione su EGM
EGM è di gran lunga il mercato più flessibile di Borsa. I requisiti "formali" sono poco impegnativi, e sono ben più rilevanti quelli "sostanziali" che vediamo nel prossimo paragrafo.
Dal punto di vista formale viene richiesto:
- flottante (semplificando: la quota collocata sul mercato) di almeno il 10%. Almeno il 7,5% deve essere collocato presso almeno 5 investitori istituzionali, il resto presso investitori non correlati alla società;
- offerta rivolta soprattutto a investitori istituzionali, con la possibilità di una tranche dedicata agli investitori retail;
- un bilancio sottoposto a revisione, se esistente, redatto secondo i principi contabili italiani o internazionali;
- governance: almeno un amministratore indipendente nel consiglio di amministrazione;
- investor relations manager e sito web con le informazioni per gli investitori;
- un documento di ammissione, che descrive la società, il business, i rischi e i dati finanziari. Dal 21 ottobre 2026 il suo schema è allineato al prospetto europeo per la crescita (EU Growth Issuance Prospectus), in forma semplificata.
In sintesi: davvero il minimo sindacale. Non ci sono vincoli sulla dimensione minima dell'offerta o della capitalizzazione. Dopo la quotazione bisogna pubblicare la relazione semestrale entro tre mesi e il bilancio annuale entro sei mesi dalla chiusura del periodo.
Tra i requisiti formali c'è infine l'obbligo di una figura ad hoc, l'Euronext Growth Advisor (EGA, fino al 2021 chiamato Nomad, Nominated Adviser). È un consulente iscritto in un apposito registro di Borsa, il cui ruolo principale è valutare l'appropriatezza della società ai fini dell'ammissione al mercato, e poi supportarla nel mantenere un adeguato livello di trasparenza verso gli investitori. Dal 2024 le società di revisione non possono più svolgere questo ruolo.
Le novità della Legge Capitali
La Legge Capitali (L. 21/2024) ha introdotto alcune semplificazioni utili anche per chi si quota su EGM. Tra le più rilevanti per un imprenditore: le società possono emettere, prima della quotazione, azioni a voto plurimo fino a 10 voti per azione. È un modo per raccogliere capitali sul mercato senza perdere il controllo della società.
I requisiti sostanziali
Sono i "veri" requisiti da rispettare per chi vuole quotarsi, e sono basati sulle reali prospettive di crescita e di gestione del business:
- orientamento alla creazione di valore;
- strategia chiara e sostenibile;
- trasparenza contabile e un buon sistema di controllo di gestione;
- buon posizionamento competitivo;
- autonomia gestionale e una valida struttura manageriale;
- ricavi e marginalità in crescita;
- struttura finanziaria solida.
I consulenti
La quotazione su EGM vede un primo e principale consulente, l'EGA, di cui abbiamo parlato sopra.
In fase di quotazione la società deve poi farsi assistere dal Global Coordinator, con il compito di coordinare il collocamento delle azioni presso gli investitori.
A quotazione avvenuta, la società deve dotarsi di uno Specialist, che ha il compito di sostenere la liquidità del titolo. Di solito pubblica anche uno studio (la cosiddetta "ricerca") sulla società e sulle sue prospettive, arrivando a definire un prezzo obiettivo (target price).
Può accadere, ma non è obbligatorio, che EGA, Global Coordinator e Specialist siano lo stesso intermediario.
Altre figure necessarie e molto importanti, sia durante il processo di quotazione sia dopo, sono lo studio legale e la società di revisione. Ci sono poi l'advisor finanziario, la società di comunicazione e il consulente di investor relations: a nostro avviso consulenti il cui coinvolgimento dipende dalla capacità, o meno, della società di gestire in autonomia questi temi.
Quanto costa quotarsi su EGM
Come sempre la risposta è: dipende. Consulenti diversi hanno costi diversi, e le operazioni piccole costano meno in valore assoluto ma molto di più in percentuale sulla raccolta.
Secondo stime di operatori riportate da MF-Milano Finanza a fine 2025, per una raccolta di circa 10 milioni di euro:
| Costi una tantum complessivi | circa 1 milione (≈10% della raccolta) |
|---|---|
| di cui commissioni del Global Coordinator | circa 500.000 (≈5% della raccolta) |
| EGA e Specialist, dopo la quotazione | circa 50.000 all'anno |
| Corrispettivi annuali a Borsa Italiana | da circa 19.000 all'anno |
| Comunicazione e investor relations | circa 60.000 all'anno |
A questi si aggiungono i costi ricorrenti di revisione, consulenza legale e gestione del libro soci. Con una raccolta di 3-4 milioni, i costi fissi pesano in proporzione molto di più: per questo le IPO molto piccole sono spesso poco convenienti.
Il credito d'imposta sui costi di quotazione
Per ridurre questi costi, le PMI che si quotano possono ottenere un credito d'imposta pari al 50% delle spese di consulenza sostenute per la quotazione, fino a un massimo di 500.000 euro. Introdotto nel 2018, è stato prorogato più volte: oggi vale per le quotazioni fino al 31 dicembre 2027 (L. 207/2024). La domanda si presenta tra il 1° ottobre dell'anno di quotazione e il 31 marzo dell'anno successivo. Alcune Regioni, come la Lombardia, prevedono inoltre contributi a fondo perduto sui costi di quotazione.
Perché quotarsi su EGM: i PRO (a nostro avviso)
- Raccolta di capitali per la crescita: con la quotazione la società raccoglie risorse per finanziare il proprio sviluppo. È tanto più vero quanto più si vede la quotazione in un'ottica di medio-lungo periodo: la più bella definizione di mercato è a nostro avviso quella di "un nuovo socio con disponibilità di capitali pressoché infinita". Se il mercato crede nei piani di crescita, non ha certo problemi di liquidità. La quotazione consente inoltre di ampliare e diversificare le fonti di finanziamento, oltre alle classiche forme di finanziamento a debito.
- Visibilità e standing: la quotazione migliora la credibilità della società verso tutti gli interlocutori: clienti, fornitori, concorrenti e banche, verso cui aumenta il potere contrattuale. E verso eventuali operatori industriali o finanziari interessati ad acquisire la società.
- Valutazione della società: la quotazione attribuisce un valore oggettivo alla società e rende misurabili le sue performance. Ciò consente di finanziare acquisizioni, anche tramite scambio di azioni, e di introdurre piani di incentivazione per management e dipendenti.
- Exit strategy: la quotazione dà flessibilità e liquidità all'azionariato, consentendo ai soci non più motivati di cedere, in tutto o in parte, la loro partecipazione. Conta molto la liquidità del titolo: ma, per questi fini, è meglio la poca liquidità di EGM che la totale illiquidità di un titolo non quotato.
- Attrazione di talenti: lo status di società quotata aiuta ad attrarre persone di qualità a tutti i livelli.
- Adozione di best practice: le regole di Borsa, gli obblighi di trasparenza, la pubblicazione di ricerche spingono la società a migliorare la propria organizzazione.
Perché non quotarsi: i CONTRO (a nostro avviso)
I "contro" si dividono a nostro avviso in due categorie.
I contro che sono solo contro
In questa categoria ci sono certamente i costi per mantenere lo status di quotata, diretti e indiretti. Non sono pochi: sommando le voci viste sopra si arriva facilmente a 150-200 mila euro all'anno. E senza considerare il tempo delle persone chiave (amministratore delegato, CFO, comunicazione) dedicato agli adempimenti e ai rapporti con il mercato: un costo che può essere simile a quello dei consulenti esterni.
I pro che possono diventare contro
- Visibilità: i (giusti) obblighi di comunicazione impongono un livello di trasparenza molto diverso da quello cui sono abituate quasi tutte le società non quotate. Risultati, strategie e marginalità diventano visibili a concorrenti, clienti e fornitori.
- Valutazione: la quotazione attribuisce un valore oggettivo alla società. Ma se il mercato è poco interessato al titolo e la scarsa liquidità spinge il prezzo verso il basso, si crea un circolo vizioso: il valore di Borsa può diventare più basso di quello che si sarebbe ottenuto vendendo la società privatamente. Nel 2025 l'indice delle società EGM è salito dell'8%, contro il 30% del FTSE MIB. A metà 2026 le società EGM trattavano in media intorno a 8 volte l'EBITDA (vedi i nostri multipli EBITDA per settore 2026).
- Exit strategy: anche qui conta la liquidità. Due terzi delle società EGM scambiano in media non più di 50.000 euro al giorno dalla quotazione: vendere pacchetti significativi senza far scendere il prezzo non è facile.
- Best practice: regole, trasparenza, ricerche e adempimenti fanno crescere i costi.
E quindi? Quotarsi su EGM oppure no?
A nostro avviso la quotazione su EGM ha senso per le aziende che hanno:
- un progetto di crescita chiaro che richiede capitale, non solo il desiderio di "monetizzare";
- una dimensione sufficiente a raccogliere almeno qualche milione di euro, così che i costi fissi non pesino troppo;
- una organizzazione amministrativa in grado di produrre dati affidabili e tempestivi;
- un imprenditore disposto ad accettare la trasparenza e il confronto con il mercato.
Se manca uno di questi elementi, conviene valutare le alternative: l'ingresso di un fondo di private equity, un club deal con investitori privati, un minibond, oppure la vendita di una quota a un partner industriale (in questo caso, vedi il nostro articolo su lettera d'intenti e due diligence).
In sintesi
- Euronext Growth Milan (ex AIM Italia) è il mercato di Borsa Italiana per le PMI: oltre 200 società quotate, con una raccolta media in IPO di circa 6 milioni.
- Requisiti formali minimi: 10% di flottante con almeno 5 investitori istituzionali, un Euronext Growth Advisor, un bilancio revisionato, un amministratore indipendente.
- I costi di quotazione sono circa il 10% della raccolta, più 150-200 mila euro all'anno per restare quotati; il credito d'imposta copre il 50% delle consulenze fino a 500.000€.
- I vantaggi (capitali, visibilità, valutazione) possono trasformarsi in svantaggi se il titolo resta poco liquido.
Fonti: Borsa Italiana, requisiti di ammissione a Euronext Growth Milan e avvisi n. 32723/2024, 18306/2026 e 52951/2026; IR Top Consulting, osservatorio EGM (gennaio e luglio 2026); Banca Profilo, EGM Update 2026; MF-Milano Finanza, 14 novembre 2025 (costi di quotazione) e 17 ottobre 2026; L. 21/2024 (Legge Capitali); L. 207/2024, art. 1, comma 449. Dati aggiornati a ottobre 2026.