Riclassificazione del bilancio e rendiconto finanziario: guida con esempio
Il bilancio civilistico è scritto per rispettare il codice civile, non per essere letto da chi deve prendere decisioni. Per capire davvero come va un'azienda (quanto guadagna dalla gestione caratteristica, quanto capitale assorbe, quanta cassa genera) serve riclassificarlo e affiancargli il rendiconto finanziario.
Vediamo come si fa, con un esempio numerico completo e coerente dall'inizio alla fine.
Perché riclassificare il bilancio
Gli schemi del codice civile (art. 2424 per lo stato patrimoniale, art. 2425 per il conto economico) mescolano voci di natura diversa. I crediti verso clienti stanno accanto ai crediti finanziari, il TFR è separato dagli altri debiti, la gestione finanziaria è mescolata a quella operativa. Riclassificare significa riaggregare le voci secondo un criterio utile all'analisi.
La riclassificazione del conto economico
Gli schemi più usati sono tre:
- a valore aggiunto: separa i costi esterni (materie, servizi) dal costo del personale e mette in evidenza il valore aggiunto e l'EBITDA. È il più usato nelle PMI, perché si costruisce direttamente dal bilancio civilistico;
- a costo del venduto: separa i costi industriali da quelli commerciali e amministrativi, ed evidenzia il margine industriale. Richiede una contabilità analitica;
- a margine di contribuzione: separa costi variabili e fissi, ed è la base dell'analisi del punto di pareggio (break-even).
| Ricavi | 10.000 |
|---|---|
| − Acquisti di materie (al netto delle variazioni di magazzino) | 5.000 |
| − Servizi e altri costi esterni | 1.500 |
| = Valore aggiunto | 3.500 |
| − Costo del personale | 2.000 |
| = EBITDA (margine operativo lordo) | 1.500 |
| − Ammortamenti | 400 |
| = EBIT (reddito operativo) | 1.100 |
| − Oneri finanziari netti | 150 |
| = Risultato prima delle imposte | 950 |
| − Imposte | 270 |
| = Utile netto | 680 |
Nella riclassificazione vanno separati anche i componenti non ricorrenti (plusvalenze, sopravvenienze, costi eccezionali), per ottenere un EBITDA "normalizzato", che è quello usato nelle valutazioni con i multipli e nei covenant bancari.
La riclassificazione dello stato patrimoniale
Anche qui ci sono due approcci principali:
- finanziario (criterio di liquidità ed esigibilità): divide attività e passività tra breve e lungo termine. Serve a valutare l'equilibrio tra fonti e impieghi e la capacità di far fronte agli impegni a breve (ad esempio con il current ratio);
- funzionale (o gestionale): divide le voci tra area operativa e area finanziaria. Mette in evidenza il capitale investito netto e come è finanziato: con mezzi propri o con debito (la PFN).
| Anno 1 | Anno 2 | |
|---|---|---|
| Immobilizzazioni nette | 3.000 | 3.200 |
| + Crediti verso clienti | 2.500 | 2.800 |
| + Magazzino | 1.500 | 1.600 |
| − Debiti verso fornitori | 1.800 | 1.900 |
| = Capitale circolante netto commerciale | 2.200 | 2.500 |
| − TFR e fondi | 400 | 450 |
| = Capitale investito netto (CIN) | 4.800 | 5.250 |
| Patrimonio netto | 2.300 | 2.780 |
| Debiti bancari | 3.000 | 2.900 |
| − Cassa e banche attive | 500 | 430 |
| = Posizione finanziaria netta (PFN) | 2.500 | 2.470 |
| = Fonti di finanziamento (PN + PFN) | 4.800 | 5.250 |
Nell'anno 2 il patrimonio netto cresce di 480: l'utile di 680, meno 200 di dividendi distribuiti.
Il rendiconto finanziario
Il rendiconto finanziario spiega come è variata la liquidità nell'esercizio. È regolato dal principio contabile OIC 10 ed è obbligatorio per le società che redigono il bilancio in forma ordinaria (art. 2425-ter c.c.). Ne sono esonerate le società che redigono il bilancio in forma abbreviata e le micro-imprese, ma resta uno strumento di analisi utilissimo anche per loro.
I flussi sono divisi in tre sezioni:
- attività operativa: la cassa generata dalla gestione;
- attività di investimento: acquisti e vendite di immobilizzazioni;
- attività di finanziamento: debiti accesi e rimborsati, aumenti di capitale, dividendi.
Il flusso dell'attività operativa può essere calcolato con il metodo indiretto (partendo dall'utile e rettificandolo per le voci che non generano cassa) o con il metodo diretto (sommando incassi e pagamenti). Nella pratica si usa quasi sempre il metodo indiretto.
| Utile netto | 680 |
|---|---|
| + Ammortamenti | 400 |
| + Aumento del TFR e dei fondi | 50 |
| − Aumento del capitale circolante netto (2.500 − 2.200) | −300 |
| A. Flusso dell'attività operativa | 830 |
| Investimenti in immobilizzazioni (3.200 − 3.000 + 400) | −600 |
| B. Flusso dell'attività di investimento | −600 |
| Rimborso finanziamenti | −100 |
| Dividendi pagati | −200 |
| C. Flusso dell'attività di finanziamento | −300 |
| Variazione della liquidità (A + B + C) | −70 |
| Liquidità iniziale → finale | 500 → 430 |
Il rendiconto racconta una storia che il conto economico da solo non mostra. L'azienda ha fatto 680 di utile, ma la cassa è diminuita. La gestione ha generato 830, gli investimenti ne hanno assorbiti 600, e dei 230 rimasti (il flusso di cassa libero) l'azienda ne ha distribuiti 200 ai soci e usati 100 per rimborsare debito. È il punto di partenza per il metodo DCF: per attualizzarlo al WACC va però calcolato prima degli oneri finanziari, cioè riaggiungendo gli interessi al netto dell'effetto fiscale.
Da sapere: nel 2026 l'OIC ha messo in consultazione una modifica dell'OIC 10 che, tra l'altro, farebbe partire il metodo indiretto dall'utile prima delle imposte e sposterebbe interessi e dividendi incassati tra i flussi di investimento. La data di applicazione non è ancora definita.
Gli indici da calcolare
| Indice | Calcolo | Valore |
|---|---|---|
| EBITDA margin | 1.500 / 10.000 | 15,0% |
| ROI (rendimento del capitale investito) | EBIT / CIN = 1.100 / 5.250 | 21,0% |
| ROE (rendimento del capitale proprio) | Utile / PN = 680 / 2.780 | 24,5% |
| PFN / EBITDA | 2.470 / 1.500 | 1,65x |
| PFN / Patrimonio netto | 2.470 / 2.780 | 0,89x |
Un ROI del 21% ben superiore al costo del capitale (il WACC) indica che l'azienda crea valore. Una PFN pari a 1,65 volte l'EBITDA indica un indebitamento sostenibile.
In sintesi
- Il conto economico a valore aggiunto mette in evidenza EBITDA ed EBIT; lo stato patrimoniale funzionale mette in evidenza il capitale investito e la PFN.
- Il rendiconto finanziario spiega la variazione della liquidità, divisa tra attività operativa, di investimento e di finanziamento.
- Utile e cassa sono cose diverse: un'azienda in utile può consumare liquidità se il capitale circolante e gli investimenti crescono.
- Riclassificazione e rendiconto sono la base del controllo di gestione, delle valutazioni e del dialogo con le banche.